Le lingue straniere per proteggere il cervello dall’invecchiamento

Le persone che parlano quotidianamente due lingue hanno una maggiore probabilità di ritardare – se predisposti – l’insorgenza di forme di demenza senile e altre patologie.

Saper parlare correntemente due lingue straniere è certamente utile. Da oggi però sembra che il bilinguismo abbia anche un effetto benefico sul nostro cervello. Una ricerca della York University di Toronto (Canada) ha infatti dimostrato che le persone che nel corso della loro vita parlano fluentemente e quotidianamente due lingue straniere hanno una maggiore probabilità di ritardare di alcuni anni l’insorgenza di alcune forme di demenza come il morbo di Alzheimer.

Bilingui e circolazione sanguigna

Da tempo è noto che una buona circolazione sanguigna nei vasi del cervello è un fattore chiave nella prevenzione delle malattie degenerative del sistema nervoso. Secondo i ricercatori un’attività cerebrale intensa come quella necessaria a comprendere e a parlare due lingue straniere assicurerebbe un miglior afflusso di sangue al cervello ma anche un corretto funzionamento delle connessioni nervose che, grazie all’esercizio, si manterrebbero così “ben oliate” per diversi anni.

Una lingua = quattro anni

La ricerca condotta da Ellen Bialystok ha preso a campione, tra il 2002 e il 2005, 184 pazienti anziani che mostravano i primi segni di demenza. Di questi 91 parlavano solo la loro lingua madre, 93 ne parlavano correntemente anche un’altra. Confrontando i due gruppi, i ricercatori hanno potuto rilevare che l’età media di insorgenza dei sintomi dell’Alzheimer è di 75,5 anni nei bilingui contro i 71,4 nei soggetti che parlavano una sola lingua. «La differenza» affermano i ricercatori a prova del ruolo benefico della seconda lingua «rimane pressoché identica anche al modificarsi di alcune variabili come il livello di istruzione, la cultura di provenienza, la professione e il sesso».

Il cervello in esercizio

Ma gli scienziati, che stanno già pensando ad altre ricerche per approfondire le cause alla base del fenomeno, mettono in guardia: lo studio non dimostra che parlare correntemente più lingue previene l’Alzheimer, ma piuttosto che l’esercizio costante del cervello è in grado di ritardare l’insorgere di alcune patologie degenerative.

 

(Focus)

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